• Carla Magnan
  • 1 ottobre 2005

DEMO-CRACY

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Opera for soprano, actress, ensemble, tape and video

 

Commissioned Sconfinarte Edizioni musicali, Brescia and Centro di musica contemporanea di Milano.

Publisher Sconfinarte Edizioni musicali, Brescia

Text Text by Carla Magnan, Carla Rebora and Roberta Vacca freely inspired by “Elogio della pazzia” by Erasmo da Rotterdam’s

Premiere 12.11.2012 Ridotto del Teatro Dal Verme, Milano (Italy)

Category  Opera

Year Composed 2012

Duration 1 hour

Language Italian

Soloist  Soprano and actress

Orchestration Ensemble: Flauto (anche ottavino, flauto basso o flauto in sol), Clarinetto (clarinetto basso), Chitarra (anche elettrica), Vlno, Vcello, Percussioni determinate (Vibrafono con motore, Glockenspiel, Percussioni indeterminate (Toms medio grave, Woodblocks 3, Piatto sospeso, Tamtam, Cassa a pedale bass drum, Nacchere, raganella, maracas, sonagli, tamburo basco)

Variants The work is also available in a version of “Tempo da concerto” (duration 30’ without tape and video)

And in a version without tape and video, duration 50’.

Programma note L’opera ha per filo conduttore parti dell’Elogio della pazzia di Erasmo da Rotterdam, nuovamente tradotte, rielaborate e rimontate ai fini di quest’opera di teatro musicale da camera. Un testo ancora attuale, che attraverso il nostro intervento narrativo sviluppa una serie di messaggi, quasi spot pubblicitari, perfettamente integrati nella nostra quotidianità, nelle nostre problematiche, come piccole caricature. Ed ancora una volta la Pazzia, in prima persona e con scanzonata disinvoltura, si occupa d’ogni aspetto della vita sociale, tessendo le lodi della politica e della globalizzazione, della società civile, delle guerre dimenticate, delle violenze ma anche dei creduloni che seguono i maghi della televisione, i reality show,… La forma del lavoro è modulare. Contribuisce alla compattezza l’interruzione, di tanto in tanto, del continuum dell’opera un momento di frattura e sospensione nella forma del ritornello, durante il quale una breve parte del testo si ripete mai uguale a se stessa, ma sempre perfettamente riconoscibile dal punto di vista narrativo. Una pazzia, in fondo, anche il nostro stesso lavoro, pensato da tre teste e scritto a sei mani, con pretese per giunta di unitarietà e bellezza. Ma in fondo le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia. Del resto.…se credete che qualche affermazione sia frutto d’eccessiva sfrontatezza e loquacità, considerate che ha parlato la pazzia, e una femmina per giunta. Erasmo da Rotterdam

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